Kuidaore - Rassegna teatrale Autunno 2025

La compagnia teatrale Kuidaore organizza la prima Rassegna Teatrale in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Arcade.

La rassegna “Metti una sera a teatro”, si terrà presso il Piccolo Teatro Celotto Grosso di Arcade dal 18 ottobre al 15 novembre 2025, e sarà composta da quattro serate in cui si esibiranno compagnie teatrali amatoriali del veneto. La rassegna ha come obiettivo quello di avvicinare il pubblico del Comune di Arcade e dei comuni limitrofi alla cultura teatrale, valorizzando il teatro come spazio di incontro, crescita e intrattenimento per la comunità.

Le pillole di ercole

Ore 21.00
Compagnia Teatro delle Lune

di C. M. Hennequin e P. Bilhaud
Regia di Rocco Andrea Barone e Roberto Conte

Commedia degli equivoci in una Parigi di inizio Novecento.
Un giovane medico Lucien Frontignan, innamoratissimo della moglie, viene coinvolto in un esperimento da parte di un suo amico e collega, il quale, a sua insaputa, gli somministra delle pillole di sua invenzione il cui effetto è quello di procurare un irresistibile desiderio sessuale. Il povero Lucien subisce gli effetti della pillola mentre visita una delle mogli di un emiro. Purtroppo la legge saracena parla chiaro: o il giovane medico consegna nelle mani del sultano la propria moglie per una notte di piacere, oppure sarà evirato. Da qui partiranno una serie di divertenti situazioni, per una pièce che, rimaneggiata dalla compagnia Teatro delle Lune, farà trascorrere una serata all’insegna del riso e dell’allegria. 


Cash On Delivery

Ore 21.00
Compagnia Tarvisium Teatro

di Michael Cooney
Regia di Michela Cursi

Eric Carter rimane improvvisamente disoccupato, ma in quel momento di disperazione riceve un assegno della previdenza sociale indirizzato al suo vecchio coinquilino. Senza esitare decide dunque di assumerne l’identità per incassarne le relative indennità, truffando così la previdenza sociale. Rimane però intrappolato nella rete della burocrazia e non riesce a fermare il flusso di assegni e sussidi che iniziano ad arrivare ininterrotti da ben due anni, neanche in seguito alle sue esplicite richieste. Finché un giorno, un’ispettrice della previdenza sociale si presenta a casa sua per una verifica e… non è l’unica a presentarsi! Inizia così un via vai frenetico di goffi personaggi, tra cui un agente delle pompe funebri e un’assistente sociale, che darà vita a situazioni sempre più surreali che metteranno a rischio anche un imminente matrimonio. 


No ze vero ma ghe credo

Ore 21.00
Compagnia Ridendo si Impara

di Peppino De Filippo
Traduzione ed adattamento a cura di G. Guiotto

Commedia brillante in tre atti liberamente tratta da ”NON È VERO ….MA CI CREDO” di Peppino DE Filippo.
Non è vero ma ci credo, la più celebre e divertente commedia di Peppino De Filippo, scritta nel 1942, protagonista uno superstiziosissimo Commendator Gervasio Savastano alle prese con una duplice preoccupazione: il sospetto di avere alle proprie dipendenze uno iettatore, causa del cattivo andamento degli affari, e l’infelicità della figlia Rosina, innamorata di un impiegato non all’altezza del suo rango.
Improvvisamente la sorte, nelle sfortunate sembianze del gobbo neoassunto Alberto Sammaria, sembra girare a favore di Savastano che, ritrovata la serenità sia in ambito professionale che familiare, ne attribuisce il merito all’influsso positivo della beneaugurante deformità.
Tutto sembra filare liscio finché Sammaria confessa al commendatore…


Due dozzine di rose scarlatte

Ore 21.00
Compagnia Nugae Teatrali

di Aldo De Benedetti
Regia di Alessio Boschini

Un classico della commedia degli equivoci, un intramontabile successo di umorismo raffinato e di sensualità galante e discreta. “Due dozzine di rose scarlatte” è una di quelle piéce argute ed eleganti in cui il gioco delle coppie si mostra come un imprescindibile motore narrativo, un testo umoristico e brillante che funziona da più di settant’anni e che è uno dei più rappresentati in Italia. In un matrimonio fin troppo fedele, la moglie – forse trascurata – comincia a sentire la voglia di evasione e organizza un viaggio da sola, il marito – complice l’amico avvocato – ne approfitta per tentare di avvicinare una bella contessa inviando due dozzine di rose scarlatte con lo pseudonimo “mistero”. Ma il mazzo, per errore, arriverà alla moglie. Da questo equivoco si sviluppa una storia parallela sul desiderio e la necessità di sognare, un percorso iniziatico che ci fa riflettere sorridendo sulle nostre debolezze.

 

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